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domenica 13 marzo 2016

Riprendere il contatto

Carissimi amici nello Yoga, riprendiamo il contatto, il dialogo anche attraverso questo magnifico mezzo: il blog. Non tralasciamo la comunicazione, la nostra pratica di asana e pranayama e di meditazione. Il silenzio, quando arriva spontaneo dal cuore riappacificato con il tutto è samadhi.
Buona ricerca nella vita quotidiana.
Vilma

mercoledì 10 febbraio 2016

SEMINARIO "CHIARA MENTE" CON GIUSEPPE GOLDONI 01/05/2016

Carissimi vi comunico che Giuseppe Goldoni sarà a Brescia presso l’Associazione Centro yoga studio Brixia

Domenica 1 maggio per un percorso di yoga e meditazione dal titolo “Chiara Mente “




Costo del seminario con buffet 60 euro .




Sono aperte le iscrizioni.Vilma Galli 339.5923425

www.yogastudiobrixia.it

vilma.galli@fastwebnet.it



giovedì 5 novembre 2015

DOTT. G. GOLDONI: IL MIO PERCORSO PERSONALE: LE PERCEZIONI INTERIORI NELLO YOGA

In attesa del seminario del 15 novembre e mentre preparavo il post dell'evento, mi sono messo un po' a curiosare il sito del dott. Goldoni e ho trovato del materiale veramente interessante.

Ho deciso di postare qui un suo articolo piuttosto autobiografico. Leggerlo è stato davvero piacevole e devo dire che in alcuni punti mi sono immedesimato un po' nel racconto.
Sono sempre più curioso di sentire cosa avrà da dire al seminario...


IL MIO PERCORSO PERSONALE: LE PERCEZIONI INTERIORI NELLO YOGA

TRASFORMAZIONE
Erano gli anni dell’università a Bologna, facoltà di scienze motorie. Ogni mattina praticavo nuove discipline sportive: atletica leggera, volley, basket, scherma, ginnastica artistica. La percezione del mio corpo di ventenne mi dava sensazioni di energia, di vitalità, di forza, di velocità. 
Dopo qualche anno ebbi l’incontro con un maestro che proponeva sequenze yoga dinamiche e tai chi. Fu una trasformazione, niente più sforzo ma nuove sensazioni: il mio corpo si abbandonava ai movimenti fluidi come fosse una danza. Percepivo il piacere del non sforzo e la possibilità di esprimere emozioni attraverso il movimento. 
L’impatto con lo yoga tradizionale fu durissimo: che fatica rimanere fermo nelle posture! La necessità di fare qualcosa, di muovermi mi dava una grande irritabilità; le nuove percezioni erano decisamente negative ed inoltre i termini della lingua sanscrita rappresentavano un linguaggio incomprensibile, che si scontrava con le mie conoscenze di anatomia e fisiologia.
L’incontro col Dr. Bhole, insegnante di yoga, medico esperto di fisiologia, mi stimolò ad approfondire lo studio e l’esperienza. Le posture proposte dal Dr. Bhole erano mantenute in assenza di qualunque sforzo volontario senza obiettivi da raggiungere, con l’attenzione ai movimenti respiratori spontanei di espansione e restringimento presenti sul tronco. Fu per me una rivoluzione copernicana: la percezione corporea si trasformò da dolorosa e irritante in piacevole; il corpo era leggero, spazioso e interiormente mi sentivo incredibilmente in pace.


Continua QUI...

giovedì 8 ottobre 2015

DOTT. G. GOLDONI "GLI OCCHI DELLA MENTE" - SEMINARIO 15/11/2015


"GLI OCCHI DELLA MENTE"

15 Novembre ore 10/17,30

Presso la nostra scuola Associazione centro yoga studio Brixia
Prenotazioni
Posti limitati .

Seminario per imparare tecniche di Educazione visiva e di Meditazione volte a rilassare tensioni mentali, tensioni visive, e a raggiungere uno stato di quiete interiore.

Le pratiche di educazione visiva unite a quelle esperienziali e meditative dello yoga ci guideranno in un percorso di consapevolezza del corretto funzionamento degli occhi e della mente.


Seminario condotto da Giuseppe Goldoni, formatore insegnanti YOGANUBHAVA Yoga esperienziale metodo Dr.Bhole.

Dal sito Yoga Esperienziale:

CHI SONO
Dott. Giuseppe Goldoni

Formazione

Mi sono diplomato in Educazione Fisica all' ISEF di Bologna nel 1992, specializzandomi in seguito in ginnastiche dolci e ginnastiche per la colonna vertebrale. 
Nel 2002 ho conseguito la Laurea in Scienze Motorie all’Università di Bologna con tesi di laurea in Medicina fisica e riabilitazione sull’approccio delle posture yoga e della consapevolezza del respiro come prevenzione dei disturbi da tensione muscolare.

Insegno Yoga dal 1994.
Ho frequentato per 4 anni i corsi tenuti dal medico spagnolo dr. Carlos Fiel della scuola “Sadhana”.

... Continua QUI


martedì 21 gennaio 2014

Le tradizioni dello Yoga: Raja Yoga

Raja Yoga significa “Yoga regale”: esso è considerato la tradizione principale, più compiuta, dello Yoga, la sua forma classica.
E' di fatto la tradizione in cui le metodiche psicologiche presentano il maggiore sviluppo ed una forma propriamente scientifica.
Il Raja Yoga è probabilmente derivato da un’analisi e da una rielaborazione scientifica dei processi indotti dal Kriya Yoga, le quali hanno condotto all’eliminazione del ricorso alla religiosità e, attraverso un percorso nettamente laico, alla costruzione di un itinerario percettivo culminante in una trance estatica ancora più profonda ed estraniante.
Il Raja Yoga richiede infatti sedute particolari ed uso di metodiche specifiche, nonché una pratica costante e protratta nel tempo.

Le metodiche del Raja Yoga sono otto:

  • due comportamentali, Yama (astensione dalla violenza, dalla falsità, dal furto, dalla lussuria, dall’avidità) e Niyama (purezza, contentamento, frugalità, introspezione e dedizione alla divinità);
  • due corporee, Asana (positura del corpo) e Pranayama (sospensione progressiva dell’atto respiratorio);
  • quattro specificamente psichiche, Pratyahara (inibizione delle percezioni sensoriali), Dharana (concentrazione percettiva su un unico oggetto), Dhyana (presenza percettiva di un unico oggetto), Samadhi (processo della trance estatica).
Le metodiche psichiche costituiscono, secondo questa tradizione, lo Yoga vero e proprio: «I tre processi  mentali della dharana, del dhyana e del samadhi costituiscono lo yoga vero e proprio; i cinque precedenti anga, possono considerarsi meramente propedeutici.»

Il suo obiettivo è l’induzione dello stato di estasi (Kaivalya), in quanto culmine del processo samadhico o di trance.

Tratto da:
G. C. Giacobbe - La psicologia dello Yoga


Nota: ho cambiato l'impaginazione ed aggiunto il grassetto per facilitare la lettura.

vedi anche:

giovedì 26 dicembre 2013

UNA PAUSA... per riprendere i sensi

Cari amici e praticanti yoga, prendersi una pausa è importante e significativo come praticare insieme per fare un percorso. La qualità della nostra pratica yoga sta nella connessione con noi stessi.
Quante volte ci capita di non essere presenti ai segnali che il corpo ci invia?

Jon Kabat-Zinn nel suo libro: "Riprendere i sensi" (ed.Corbaccio) ci esorta a riscoprire tutti i nostri sensi perché di fatto il mondo stabilisce un contatto attraverso gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e anche la mente. Spesso siamo "fuori contatto" che significa non prestare attenzione a ciò che mangiamo, non sentiamo più il profumo della terra umida dopo la pioggia, perfino nel toccare gli altri non ci rendiamo conto di quali sentimenti si trasmettono.

"Esaminiamo questo fenomeno anche solo osservando di tanto in tanto la nostra vita interiore ed esteriore: ben presto ci appare piuttosto chiaro che siamo quasi sempre fuori contatto. Siamo fuori contatto rispetto ai sentimenti, alle percezioni, agli impulsi e alle emozioni che proviamo, ai nostri pensieri, a quello che diciamo, perfino al nostro corpo. In genere questo è dovuto al fatto che siamo perennemente preoccupati, persi nella mente e nei pensieri, ossessionati dal passato o dal futuro, consumati dai progetti e dai desideri, distratti dal nostro bisogno di essere intrattenuti, manovrati dalle aspettative, paure e brame del momento, e tutto questo per abitudine e senza esserne consci. Ecco perché siamo incredibilmente fuori contatto con il momento presente, l'attimo che realmente ci si sta presentando, ora."

Estratto dal capitolo : "L'attenzione : perché è tanto importante? "
Jon Kabat-Zinn
Ed.Corbaccio

lunedì 2 dicembre 2013

Le tradizioni dello Yoga: Kriya Yoga



Le tradizioni
Lo Yoga non presenta un’unica forma ed un’unica tradizione.
Abbiamo in effetti diversi tipi di Yoga.
Le tradizioni yogiche sono parecchie e tendono a moltiplicarsi, ma tre tradizioni fondamentali si sono affermate nel tempo e da esse le altre tradizioni hanno tratto la loro origine.
Esse sono il Kriya Yoga, il Raja Yoga e lo Hata Yoga.
Le origini storiche di queste tre tradizioni fondamentali sono ordinatamente successive, come testimoniano i documenti letterarî loro inerenti.
  •  La Bhagavad Gita, la prima testimonianza che riguarda il Kriya Yoga, è databile al V-I sec. a.C.
  •  Lo Yoga Sutra, il primo trattato sistematico del Raja Yoga, risale al II sec. a.C. oppure al V sec. d. C.
  •  La Goraksa Sataka, la prima esposizione dello Hatha Yoga, è probabilmente dell’XI secolo d.C. La sua esposizione più compiuta, lo Hatha Yoga Pradipika, è datata 1629.

Ad una successione temporale delle tre tradizioni fondamentali corrisponde una loro successione esperenziale: dall’esperienza spontanea dell’estasi mistica del Kriya Yoga si passa all’induzione scientifica della trance estatica del Raja Yoga e da questo alla sua variante “corporea” dello Hata Yoga.

l tentativo di fondare una tecnica capace di riprodurre intenzionalmente lo stato di estasi mistica sperimentato durante i riti religiosi senza fare ricorso allo stesso rito o all’uso di droghe ha dato probabilmente origine inizialmente al Kriya Yoga.
Kriya significa “pratica”: in questo caso indica la pratica di vita, il comportamento quotidiano.
Il Kriya Yoga può essere infatti definito uno yoga comportamentale.
Esso non richiede sedute particolari ed uso di metodiche specifiche, bensì l’adozione di comportamenti ed atteggiamenti psichici atti ad indurre l’estasi mistica.
Tali comportamenti ed atteggiamenti psichici hanno quindi il fine di indurre uno stato di autosuggestione in cui si istituisca un’identificazione del soggetto con la cosmicità, sostanzializzata idealmente in un’entità metafisica e più precisamente nella divinità.
Un’analisi psicologica anche soltanto superficiale del rito religioso aveva infatti posto in rilievo le sue due caratteristiche fondamentali: la concentrazione e l’iterazione.
Ed infatti, come vedremo più compiutamente nel Raja Yoga, sono proprio la concentrazione della percezione su un oggetto (Dharana) e l’iterazione della percezione di un medesimo oggetto (Dhyana), ad
innescare il processo dell’autoipnosi (Samadhi) che sfocia nella trance estatica (Kaivalya).
L’oggetto della concentrazione e dell’iterazione percettiva era nel rito religioso la divinità: tale rimane nel Kriya Yoga.
La divinità in tutte le sue possibili rappresentazioni, dall’immagine materiale al concetto astratto, dall’individuazione personale all’impersonalità cosmica, è il fulcro oggettuale intorno al quale ruota tutta la metodica psichica del Kriya Yoga.



Tratto da:

Nota: ho cambiato l'impaginazione ed aggiunto il grassetto per facilitare la lettura.

Image Credit: Isabella Sanfelici

venerdì 22 marzo 2013

Riflessioni: "L'intuito"

L'intuizione è una qualità che appare in un momento, quando siamo alla ricerca ,quando non ci bastano le risposte convenzionali e automatiche. Per coloro che fanno un cammino nello yoga,ciò può accadere chiaramente durante un momento di meditazione, durante la pratica del respiro e ancora nella pratica di asana .
Cosa accade ad un pittore colpito dall'intuizione? Si apre un altro "stato d'essere": il IV stato per lo yoga .

Secondo le UPANISAD noi viviamo a diversi livelli di coscienza:
STATO DI VEGLIA, STATO DI SONNO CON SOGNI, STATO DI SONNO SENZA SOGNI, e un quarto stato TURYA =UNIFICAZIONE.

L'intuito dà l'accesso a questo passaggio.